TONY RUCOLA

Il lounge all'olio d'oliva

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Utente: TonyRucola
Non lustro più le scarpe. Forse sei stato troppo tempo in galera, non te l'hanno detto: non lustro più le scarpe!

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venerdì, 17 aprile 2009

Rucolirismo

Se fossi uno scultore farei una statua per te, se fossi un pittore ti farei un quadro, se fossi poeta ti dedicherei una poesia, etc. Siccome non sono un cazzo, non faccio un cazzo: ma lo faccio per te

L'Ultima Parola di: TonyRucola a 23:27 | link | commenti |
tony in rucoland

venerdì, 06 febbraio 2009

L'ardua sentenza

In relazione a quanto scritto in data 20 gennaio dobbiamo comunicarvi che, oltre ogni nostra aspettativa, abbiamo ricevuto numerose reazioni e contestazioni.
In risposta alla lettera dell’avvocato Extrafallaces, legale delle famiglie De Pascalis e De Lorenzis, precisiamo che non abbiamo mai in questa sede affermato che il De Rubertis è l’ablativo di provenienza più interessante del basso Salento, ma uno degli ablativi più interessanti. Non assegnammo insomma nessun primato. Per quello esiste il “Gran Prix degli ablativi di provenienza” che, per quanto riguarda il basso Salento, si tiene a Nociglia ogni anno la seconda domenica di giugno.


A Matteo Ammazzalorso, il quale sostiene di aver avuto una conversazione decente col De Rubertis dopo l’89, e precisamente nel marzo 1993, diciamo di portare prove testimoniali che in verità mancano nella sua lettera. Non basta dire che il De Rubertis rispose: “Sì” alla richiesta: “Passami il sale”. Sarebbe utile sentire i commensali (commen-sali, haha, eheh, huhu). Ricordiamo che l’Ammazzalorso dichiara essersi verificato il fatto in una cena nella sua casa di Vitigliano in seguito alla cresima di sua cugina prima Oriana Ammazzalorso.


Più suggestiva l’obiezione di Maurizio B., benzinaio alla Q8 di Merine (per gli amici “IP di Merine”): egli argomenta che conversare è una pratica assolutamente inutile alla sopravvivenza, alla procreazione e alla conservazione degli esseri umani. Il Maurizio B., sposato e con quattro figli, afferma di non avere scambi di vedute decenti dal 1976, e nella fattispecie quando lui rispose: “Non lo so” alla domanda di suo nonno: “Dove hai nascosto la mitraglietta?”. Maurizio B. è nato nel 1970.


A quest’ultima, sensata provocazione, si potrebbe opporre l’appassionata difesa della necessità di conversare fatta da Luana Rizzo, insegnante di educazione sessuale all’Istituto Magistrale “Ilona Staller” di Andrano. La Rizzo si richiama alle concise prescrizioni del Cristo dei Vangeli, da noi già citate nello scritto del 20 gennaio, e inoltre da una esperienza che le viene dal proprio personale vissuto. La donna confessa infatti di provare un intimo, dirompente piacere dei sensi ogni qualvolta che a domanda fatta ottiene risposta appropriata. L’insegnante ricorda inoltre la lezione di Aristotele, il quale vide l’uomo come “animale sociale”. “E quindi quale socialità è data – ci chiede giustamente la Rizzo – senza conversazioni decenti?”. A noi non rimane che rispondergli con una massima di Pino Picalò
(un caso di allitterazione e di cognome ossitono fra i più significativi di Spongano): “Ai postumi l’ardua sentenza”

L'Ultima Parola di: TonyRucola a 18:21 | link | commenti |
antologia

martedì, 20 gennaio 2009

Una conversazione decente


Gianluca De Rubertis è indubbiamente uno degli ablativi di provenienza più interessanti del basso Salento. Però anche personaggi siffatti recano difetti. Non vorremmo sembrare pedanti nel rilevare, per esempio, che il sunnominato ablativo non ha una conversazione decente dal natale del 1989. Pare che nell’occasione un organista di Andrano (Le) gli avesse fatto una domanda, a cui il De Rubertis diede una risposta diretta. Il dialogo si svolse pressappoco così:

Organista: “Cos’è che non va, ragazzo?”

De Rubertis: “Il pedale della prima tastiera”

Da allora, benché il Cristo dei vangeli prescriva: “Sia il tuo parlare sì sì, e no no”, il De Rubertis non rispose più a domanda, esprimendosi per silenzi, frasi mozze, allusioni, motti di spirito.

Egli è diventato quello che nel linguaggio comune dei parcheggiatori abusivi viene definito: un individuo spiazzante.

Chi vi scrive ha avuto più volte la ventura di essere spiazzato dal De Rubertis. Una volta gli chiesi: “Vuoi una birra?” e lui mi rispose: “Pasternak”. Un’altra volta gli chiesi: “Che ore sono” e lui rispose: “Solzenitsyn”. Un’altra volta ancora gli chiesi se aveva un posto in macchina, aspettandomi che rispondesse “Mandel’stam”, o al limite “Bulgakov”. Invece mi sentii dire: “Fontamara”.

Un’attitudine a disorientare che egli ha portato con sé dai club del libro di Magliano (Le) alla sua nuova vita fatta di microfoni (che già c’erano) e telecamere (novità). Per il suo modo di porsi davanti alle Bignardi molti lo hanno paragonato al Celentano, e questo è in parte vero. Se non sussistesse la sgargiante differenza che il De Rubertis è dotato di pollice opponibile.

 

L'Ultima Parola di: TonyRucola a 01:37 | link | commenti (1) |
antologia

domenica, 18 gennaio 2009

 

L'Ultima Parola di: TonyRucola a 11:10 | link | commenti |
juke rucola

giovedì, 15 gennaio 2009

Note a margine di "Fotoromanza"



Parliamone. Perfavore parliamone. E non solo della canzone, che per testo e arrangiamenti è uno dei pezzi cult degli anni 80 italioti. Ma del video, girato niente popodimeno che da Michelangelo Antonioni in pessona. Certo, perché ci voleva proprio il Maestro di Blow-up per mettere in scena una finta sul ring esattamente quando Gianna canta "quest'amore è una finta sul ring". Idem per la camera a gas, il palazzo che brucia in città, la bomba all'hotel, la scena al rallentatore e sospettiamo anche il gelato al veleno. Poi naturalmente quando è il momento del "ti telefono o no?", la Nannini prende in mano la cornetta di un telefono. Tutto così, meno metaforico di un segnale stradale. Didascalico come un'insegnante di catechismo. Allusivo quanto una conversazione fra montanari. Perfetto.

L'Ultima Parola di: TonyRucola a 20:48 | link | commenti |
juke rucola

martedì, 13 gennaio 2009

dal mensile dei soci Coop

Rucola alla Casa Bianca
 
Nello scorso mese di settembre, mentre infuocava la campagna presidenziale americana, John McCain – ospite di un popolare programma di cucina, uno dei tanti che imperversano sui canali televisivi al di qua e al di là dell’Atlantico – si è infilato il grembiulone da cuoco e ha spiegato il suo modo di preparare le costolette alla griglia: il suo segreto è farle marinare per dieci ore nel pepe e nell’aglio, prima di mandarle alla brace. McCain ha anche assicurato che, una volta eletto presidente, uno dei suoi primi pensieri sarebbe stato quello di piazzare un grande barbecue nel giardino della Casa Bianca [“La Repubblica” 14.09.2008, p. 19].
Bella mossa pubblicitaria: il barbecue in giardino è la pratica culinaria preferita da ogni bravo americano che si rispetti, un vero mito gastronomico che si celebra nel week-end, invitando a casa gli amici a mangiare costolette e hamburger non troppo diversi da quelli che durante la settimana si sono consumati al ristorante. Il candidato presidente intendeva in questo modo riaffermare la sua “americanità”, la sua appartenenza alla cultura e alla tradizione “nazionale”. Ogni mito contiene valori e simboli che oltrepassano di gran lunga la dimensione pratica, tecnica del gesto. Cuocere costolette sul barbecue di casa non serve solo a mangiare, ma anche (o forse soprattutto) a riconoscersi figli di una cultura, come quella americana, fortemente segnata dal mito della natura, della mangiata all’aria aperta, dell’uomo forte e vigoroso che non perde troppo tempo a cincischiare in cucina (e infatti il barbecue, come lo spiedo, è quasi sempre un affare di maschi). Per questo, annunciare che un barbecue sarà sistemato nel giardino della Casa Bianca è un modo efficace per rassicurare un certo tipo di elettori, tendenzialmente maschili e tendenzialmente conservatori, che nulla cambierà nei valori tradizionali del popolo americano e della sua cultura.
Sappiamo tutti come poi è andata a finire. John McCain non abiterà la Casa Bianca e il barbecue non farà mostra di sé nel suo giardino. Andrà invece ad abitarci quel giovane afroamericano dalla pelle scura (che qualcuno, vergognosamente, ha voluto definire “abbronzata”) che in un’intervista ha detto di amare l’insalata con rucola e parmigiano. Un cibo “light” e dinamico, anche un po’ modaiolo, se vogliamo: e anch’esso ricco di risvolti simbolici. L’insalata di Obama è a suo modo provocatoria, perché significa il cambiamento rispetto alla cultura del barbecue. Il tradizionale divoratore di carni alla brace difficilmente potrà condividerne il messaggio, anche se tutto, in America, alla fine sembra ricomporsi: la signorilità e il senso civico che lo sconfitto ha mostrato verso il vincitore (un vero spettacolo, per noi italiani abituati a ben più tristi comportamenti) lasciano pensare che in tavola alla fine ci saranno un buon piatto di carne e una bella insalata (forse con rucola). Il cibo spesso divide, ma ancora più spesso unisce.


Massimo Montanari

L'Ultima Parola di: TonyRucola a 13:15 | link | commenti |
cronaca rucola

mercoledì, 07 gennaio 2009

Un altro morto sul lavoro

L'Ultima Parola di: TonyRucola a 19:17 | link | commenti |
cronaca rucola

martedì, 06 gennaio 2009

Capodanno dei polipi - le prove













L'Ultima Parola di: TonyRucola a 15:18 | link | commenti |
rucolive

sabato, 03 gennaio 2009

Buon 2009

Moriremo di dolore in una valle di lacrime. Moriremo di lacrime in una vallle di dolore. Moriremo di dolore in una valle di lacrime con le strade lastricate di bestemmie. Moriremo criticando il cristianesimo piangendo per il dolore coscienti che qualcuno lassù molto in alto ride e grugnisce insieme. Meritavamo di più.

L'Ultima Parola di: TonyRucola a 14:18 | link | commenti |
tony in rucoland

martedì, 23 dicembre 2008

L'Ultima Parola di: TonyRucola a 13:10 | link | commenti |
rucolive

sabato, 20 dicembre 2008

Antologia di Brunone

L'Ultima Parola di: TonyRucola a 14:59 | link | commenti |
tony for pizzul

giovedì, 18 dicembre 2008

Palle prigioniere

Il Vaticano alla Spagna "Statolatra"
La Spagna al Vaticano "Parossitono"
Il Vaticano alla Spagna "Asigmatica"
La Spagna al Vaticano "Cacofonico"
Il Vaticano alla Spagna "Specchio riflesso"
La Spagna al Vaticano "Non vale. Alt gioco"


L'Ultima Parola di: TonyRucola a 15:30 | link | commenti |
cronaca rucola

lunedì, 15 dicembre 2008

Rucola is still alive

Rucola vive ancora.
È sbarcato su Facebook, che per molti Splinderisti duri e puri è una delle facce del male, ma si sa che Tony si è sempre insozzato le mani nelle fanghiglie del porco mondo. Poi si parla di lui su vesparesources, e questo gli fa molto piacere


P.S.: i commenti non sono bloccati, basta loggarsi a Splinder per poterli fare

L'Ultima Parola di: TonyRucola a 13:32 | link | commenti |
cronaca rucola

domenica, 07 dicembre 2008

Tony, il Dj preferito dai sorci




grazie a PaolaPablita per il contributo al rucolesimo

L'Ultima Parola di: TonyRucola a 13:03 | link | commenti |
tony in rucoland

giovedì, 20 novembre 2008

 Tony è sempre attualità

e Liberazione lo sa.

Tony 1000, Tronchetti 3 milioni
Ecco come l'avidità uccide il lavoro


Claudio Jampaglia
Milano (nostro servizio)
«Ormai valiamo meno di una scrivania...». In mensa chi si ferma a parlare con Tony è per dire cose allegre di questo tipo. C'è quello che prende il valium perché sa che nel suo ufficio ne rimarrà uno su tre, c'è il padre di tre figli, uno disabile, con la moglie appena licenziata a cui hanno proposto un trasferimento, e chi sta pensando di offrirsi per andare nelle fabbriche in Romania, Cina, Russia, Egitto. Un tempo Pirelli era un nome su una tuta di cui andavano orgogliosi i lavoratori. Ora lo portano con più orgoglio i tifosi dell'Inter. Compreso l'illustre Marco Tronchetti Provera che sarà anche attaccato alla maglia, ma non sa proprio fare squadra.
Martedì prossimo i lavoratori glielo diranno con una catena umana attorno alla storica sede di viale Sarca 222 che tra poco riaccoglierà proprio Tronchetti e suoi super-manager. La nuova palazzina è quasi pronta, ci sarà anche l'eliporto sul tetto perché al capo piace essere visto. In barca, allo stadio, in elicottero. Ricco, bello, elegante. Ma da lontano. I lavoratori lo sanno e un mese fa sono andati a ricordarglielo in una delle rare occasioni in cui si è fatto vedere in Bicocca. L'hanno aspettato fuori dall'incontro con i giovani industriali su "codice etico" Pirelli e l'hanno applaudito mentre sfilava tra le guardie del corpo. Solo quello. Un applauso. Gelido, beffardo, umiliante. Come la sfiducia.

L'Ultima Parola di: TonyRucola a 17:18 | link | commenti |
cronaca rucola