Il lounge all'olio d'oliva

Non lustro più le scarpe. Forse sei stato troppo tempo in galera, non te l'hanno detto: non lustro più le scarpe!
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Ultim'ora: Tony Rucola dj-set ore 1:30 al Buenaventura, sulla Litoranea S. Cataldo-S.Foca prima del Mediterraneo, dopo l'esibizione del gruppo franco-tzigano dei Croque Mule
GIOVEDI' 28 LUGLIO 2005
TONY RUCOLA AL VIP AND BEACH, SANTA CATERINA
A chi rimpiange le dolci serate a La Terrazza, che andavano in scena sui Bastioni di Otranto nell’estate passata, basta solo cambiare mare, dall’Adriatico allo Ionio, e località, dalla bellezza di Otranto a quella di Santa Caterina. Qui, solamente qui, sarà possibile contemplare il tramonto (o il cielo stellato) e ascoltare le morbide selezioni musicali di Tony Rucola, l’italoamericano originario di Collepasso che ha consacrato la sua vita al Lounge all’olio d’oliva, che vi accompagnerà con una colonna sonora d’altri tempi in un aperitivo lungo che diventa anche un robusto appuntamento pre-serale, dalle 18 alle 2 della notte al Vip and Beach sul lungomare di Santa Caterina, sotto la Torre dell’Alto. L’evento è stato organizzato in collaborazione con la Genco Oil di Brooklyn.
Un Mercoledì da Leoni

Mercoledì 27 Luglio
Rocksteady, Ska, Soul, Dancefloor
Feat: Sonic The Tonic - Sgt.Pepe - SkaccoMatto
+ super Special Guest
TONY "JESUS" RUCOLA
LIDO PONTICELLO, S.CATALDO (Affianco alla Darsena, Litoranea Nord)
INGRESSO GRATUITO
info@lidoponticello.it
www.lidoponticello.it
El Cantar de Tony. Capitolo 4.
27 giugno 2005. Perpignan.
In panchina, nonostante la stanchezza, la voglia di dormire non è tanta, così, alle cinque e mezzo del mattìn, sono già sveglio, e riprendo a trascinare la vespa (che ho provato incidentalmente ad accendere) verso un concessionario - meccanico Piaggio che avevo adocchiato il giorno prima. Sono le sei e mezzo quando mi accorgo che sulla vetrata del concessionario c'è una scritta: Fermè le lundi. È una botta durissima. Ma siccome il motto del viaggio è quello di non disperarsi mai (non vorrei usare l'abusatissimo e fetente e neofascistificante non mollare mai, ma il concetto è quello, stringi i denti alla ricerca del risultato, magari con terreno in pessime condizioni e vento contrario) insomma non mi dispero e cerco e busco il meccanico che farà al caso mio.
Ce n'è solo un altro a Perpifottutagnan, con una scritta MBK in bella vista, una sinistra propensione per gli scooter eee...comunque potrebbe essere un rianimator di vespe anch'ello si solo fusse chiuso lo lunedì puro ello, forse per moda forse per corporativismo deficiente, comunque lo fatto questo è, allora l'ultima speranza sono elettrauti e meccanici d'automobili, i quali se dotati di buona volontà potrebbero anche farmi ripartire, ma dato che li franciosi ci tengono al clichè che li vuole teste di cazzo, non se po' fa'. Ma non finisce qui, penso, mi basterebbe una candela nuova, penso; e dove si trova una bougie d'allumage? Nei ferramenta (quincallerie) o a volte anche nei super/ipermercati. Ma a Perpimerdosagnan c'è una sola quincallerie che vende solo ceramiche e silicone da cesso, e nei supermercati niente si avvicina alla candela, anche solo al cacciavite. Così alle dieci e mezzo, dopo più di quattro ore di pellegrinaggi fallimentari e l'eredità di una notte all'addiaccio, decido che ho bisogno di una stanza d'albergo.
L'Hotel Alexander è su uno dei Boulevard principali, è nuovo e ben tenuto, e 32 euro virgola 76 di tassa di soggiorno per una stanza senza un cazzo (ni toilette ni Tv ni vraie fenetre) è una cifra che posso permettermi. Peccato che la mia stanza si riveli un'infame cella, con un'unica finestra che affaccia internamente sull'ascensore, e un enorme ventilatore da terra che messo alla marcia più bassa spazza inesorabilmente la stanza a guisa di tromba d'aria o tempesta tropicale; per contro la giornata viaggia sui 36 gradi in uno dei luoghi, Perpidannatagnan, più umidi della Francia.
El Cantar de Tony. Capitolo 3.
Parte seconda. 26 giugno 2005. Perpignan.
Non ho detto come sono rinculato. Ritrascino la vespa per i boulevard deserti di Perpignan, ormai in cerca di un hotel. Vedo pochissimi spettri che si aggirano in una città fantasma. Intercetto un moderato flusso di esseri umani che mi porta verso il centro storico. Arrivo in Place d'Arago e vedo una scritta polverosa -Hotel Regina- che mi fa sperare. La polvere c'è perchè il Regina è chiuso da due anni. Gli altri, pochi, alberghi di Perpignan sono tutti lontani e chiusi. È l'una. C'è una panchina di recente fattura, in legno spesso, davanti a una serie di zampilli che fanno da fontana postmoderna. Mi siedo, sudato fradicio e stanco ai limiti dell'allucinazione. Mi allucino. Guardo la dolce vita che si svolge davanti a me, questa gente seduta ai tavolini, tranquilla di una tranquillità ancestrale,
Guardo e penso un pensiero debole ma costante: li mortacci loro!: questi francesi che mangiano bevono fumano parlano, ma non a voce alta come gli italiani, non cantano ubriachi come gli inglesi o i tedeschi, non conoscono l'irrequietezza spagnola; vivono il loro film di nicchia, conversano su temi di nicchia in una serata di nicchia in questo cazzo di Perpignan di nicchia. Anch'io sono di nicchia, ho trovato la mia nicchia in questa solida e spaziosa panchina; accosto la vespa alla panchina, prendo la busta dei vestiti che userò come cuscino, con l'asciugamano come coperta, e mentre un vento leggero mi pizzica il naso, io sto ribollendo di sudore dentro al kiway. Nel frattempo la piazza si è svuotata, gli zampilli postmoderni hanno smesso di zampillare, e un tizio con la scritta security è comparso nella panchina accanto, allo stesso tempo rassicurante e minaccioso, insieme al suo pastore tedesco. Deve passare la notte a scoglionarsi e tenere d'occhio i vari esercizi nella piazza. La cosa mi consola. Buonanotte.
El cantar de Tony. Capitolo 3.
26 giugno 2005.
Mi sveglio felice alle 7 pensando e bramando l'arrivo serale a Barcelona. Mi faccio un giro per Arles, prima di lasciarla, ed è un bel giro. Mi aspetta Montpellier, per arrivarci taglierò da Aimargues, senza fare quella preoccupante superstrada della notte prima che porta fino a Nimes (le strade a scorrimento veloce, quando si viaggia a una media di 50 km/h, preoccupano). Il mio unico problema è trovare della benzina, sono quasi in riserva ed è domenica; in Francia i distributori automatici non mancano, ma funzionano tutti con la càrte, la carta di credito; mi piazzo davanti ad un distributore e aspetto Godot;
l'idea è quella di quotarmi con i miei spiccioli sul pieno di un francese qualsiasi, comprare 6 dei suoi 50€ di benzina; la realizzazione sembra più difficile, perchè i francesi non aiutano mai nessuno, forse è scritto da qualche parte nella costituzione: N'aidez pas l'etranger...dopo una rassegna di una decina di stronzissimi galouises, finalmente trovo un'allegra e scalcagnata coppia di cinquantenni in R4 che mi concedono, dietro anticipato pagamento, una quota del loro preziosissimo pieno. È fatta. Alle 9 mi fermo a Lunel davanti a una boulangerie, e mi ricordo che non mangio dalla mattina del giorno prima, inghiotto una baguette senza masticarla e poi mi concedo un pain au chocolait, un dessert che i 40 gradi mi sconsiglierebbero. Riparto. Supero, senza entrarci, Montpellier e Pezenas; a Beziers entro appena, giusto per comprarmi una bottiglia d'acqua e riempire il serbatoio d'essence. Stessa cosa a Narbonne.

Sono le 13, e dopo Perpignan, l'ultima città, mi aspetta la Spagna. Alle 14, dopo 6 ore di viaggio, mi fermo a una cinquantina di Km da Perpignan: c'è un praticello in discesa che funge da sdraio, e un pino che fa da ombrellone; al posto del rumore delle onde, quello delle macchine, e tutto questo per mezz'ora mi fa prendere il posto di Dio, anzi Budda che è ancora più rilassato. Mi rialzo, riparto. Verso le 16, mancheranno una quindicina di km a Perpignan, sento un piccolo scoppio e un rumore di motore aperto come se fosse saltato il silenziatore della marmitta. Non è la marmitta. È saltata la candela, come un tappo di champagne. Poco male, penso che sarà stato per il troppo calore, aspetto che il motore si raffreddi e metto una delle 2 candele di riserva. Funziona, riparto. Altri 5-6 km, e salta la seconda candela. Non mi scoraggio, penso che devo solo aspettare di più e così faccio. Dopo un'ora, avvito la terza candela, ma la vespa ne s'allume pas.
Inizia il calvario: sui 10 km della tangenziale di Perpignan, mi sfianco in corse furiose per tentare di rianimare il cadavere con una spinta, che il passato mi ha insegnato dover essere fortissima; ogni discesa o rampa sembra buona, ma ogni volta è solo una pesante e sudata risalita senza alcun risultato. Anzi un risultato c'è: sto per morire disidratato. Quando alle 19 finalmente arrivo sui boulevard deserti di Perpignan, mi faccio dare prima una bottiglietta d'acqua di rubinetto da una fioraia, poi una bottiglietta di Evian da un fast food orientale -ho il nome impresso nelle caverne del cervello: Le Duc Thai-, poi termino il tour in una pizzeria italiana dove mi faccio riempire una bottiglia grande con acqua corrente. Passa il tempo, il sole cala, e dopo una disperata manutenzione la vespa si riaccende, ma non sale su di giri, sembra prendermi per il culo, io che col sangue agli occhi sono pronto a farmi la notte in strada pur di arrivare a Barcelona. Così è. Mi prende per il culo, e lo fa per un'ora e mezzo, finché non si spegne del tutto e nessuna preghiera riesce a farla riaccendere. È mezzanotte, e dopo essere arrivato all'uscita di Perpignan, seguendo il miraggio del cartello Barcelone, mi tocca rinculare in questa già odiata e vuota cittadina...
Arles - Perpignan.










ore 19.56 del 7 luglio 2005:
Tony rientra alla base
era partito alle 7.33 del 24 giugno 2005
TONY RUCOLA PREPARA IL RIMPATRIO