Bruno Pizzul che fa la telecronaca del Risorgimento:

"Non è che Carlo Alberto¹ sia poi così vincente, vero Eraldo?"
Pecci: "Eh sì, i Savoia la cappella la possono sempre fare..."
¹ Dopo grandi proclami, Carlo Alberto si presenta di fronte agli Austriaci con una formazione inadeguata (essendo gli 'striaci allenati dal fortissimo Radetzky): vince a Goito, ma viene asfaltato a Custoza (1848) e preso a cannonate a Novara l'anno dopo. Esonerato, si ritira in Portogallo, a fare il commentatore per radio Sandeman.
Orcamadò, aridatece armeno Brunone

Diva Eupalla, strafatta e vilipesa,
dai tempi de Picchi e de Rivera
da quann'è morto er Brera
nun te sei più ripresa:
ridamme er Verona de BBrighe, de Fanna, de BBaggnoli;
ridamme le maggìe de Diego Armà, i massaggi de Carmà, i punti de Alemà; aridamme Ferlaino e Anconetani, co Rozzi, co Jurlano: co Massimino
ridamme Dino Viola, e Di BBartolomei Agostino;
Aridamme gli stadi coi gradoni, li nonni coi panini;
ridamme li bborghetti, ridamme li lupini;
ridamme tutt' 'aa gente che se n'annata;
ridamme le emozzioni, ridamme li leoni
der carcio te nna fiata, ridamme li coioni
addrentro ai calzoncini e non fora ai "processi";
ridamme le bandiere, e tieniti sti cessi
infighettati, ste frocie lampadate, sti uommini da ggnente;
e puro l'avvocati e li bancheri,
li medici zozzoni,
gli squali finanzieri.
'Nna cosa brutta stronza la puoi fare
ridamme 'n po' Brunone
a commentà 'r mondiale:
ridamme quer vocione da friulano
che parla fino fino,
che parla in italiano.
Ridamme l'aggettivi e li proverbi,
ridamme puro i verbi, financo i congiuntivi.
Semo nna razza tutta messa male
calpesta e 'n po' derisa, e cor telefonino;
ci hanno rubbato puro la nazzionale,
la voja de tifalla, l'orgojo 'n po' cretino.
Noi semo sì un popolo beota,
ma mica tanto idiota
da sta' dietro a Caressa,
da sta' a sentì Cerqueti
aridacce quell'omone 'mbriaco,
cha smania pè Robeerto, che parte co' Partiti!
Non si può bestemmiare su internet. Preoccupa gli investitori. Ma la voglia, da parte del consiglio d'amministrazione e dei comitati di base della Rucola srl, c'è tutta. Cristo.
Metti un primo maggio ad Omegna...
Metti un primo maggio in provincia di Verbania, sul lago d'Orta, a Omegna. Un assessore alle politiche giovanili, Christian Scatamacchia, il cui cognome denuncia le origini appule (Minervino Murge), organizza nel giorno della festa dei lavoratori un "Festival di San Precario", e chiama, dall'altra parte dello Stivale, un paio di sfigati scelti fra i 13 autori del mai scaduto "Tu, quando scadi?". Nel capannone di una vecchia ferriera, trasformato in biblioteca comunale, e all'ombra di una vecchia ciminiera che fa da obelisco operaio, va in scena la presentazione "ao vivo" del sopracitatissimo libello, davanti ad un'euforica platea che passa in un'ora e mezzo da 9 a 25 elementi. Riuscire ad interessare delle persone che nascono e vivono ad una distanza abissale dai nostri luoghi di partenza è stato niente male, anche se si è trattato di una sparuta avanguardia (solo 15 in meno rispetto alla presentazione natalizia allo Zei ndr). In più ha fatto piacere l'albergo sul lago, la cena popolare all'Arci "Ferraris", condita da racconti resistenziali, e un commovente tagliere di salumi e formaggi al "Boeuc" -Buco- nascosti fra i vicoli di Orta. Ringrazio tutti, sperando nel bis.
**Dietro le schede bianche una nuova strategia bipartisan**
Chi si nasconde dietro la tattica attendista dei due poli? Chi c'è dietro le centinaia di schede bianche infilate nella cosiddetta "insalatiera" a Montecitorio? Davvero l'Unione protegge Napolitano? Sul serio la Cdl cambia la sua strategia e passa dal dott. Gianni Letta alla signorina Bianca Scheda? Grazie alla vicinanza con fonti qualificate dei servizi (sempre loro...) siamo in grado di anticiparvi che alla seconda votazione di oggi, in programma alle 17.00, l'intero arco parlamentare farà convergere i voti su TONY RUCOLA. Già, il nome dell'inventore di un nuovo stile musicale un po' untuoso ma tremendamente profumato e delicato, verrà finalmente allo scoperto, svelato a tutta l'Italia che attende da anni un profeta laico che la notte del 31 dicembre, con un'improbabile cravatta a pois e una tre quarti ormai quasi terminata, faccia gli auguri a questa bastarda nazione invitando giovani e anziani all'accoppiamento propiziatorio. Non Giorgio Napolitano, nè tantomeno Massimo D'Alema.Soltanto Tony Rucola.Ma si sa: i candidati al Quirinale giocano una partita sotterranea e i primi nomi sono destinati ad essere bruciati dagli intrighi di Palazzo. Il noto dj salentino, invece, terrà unita la nazione in una sorta di inciucione di tradizione italica. Le stesse qualificate fonti dei servizi ci informano che dietro l'elezione di Rucola ci sono le manovre di un nome noto: Pantaleo Corvino. Ancora Lui. Attendiamo in anteprima il discorso di insediamento al Colle del nostro nuovo padre della patria. m.fv.
A volte dico la verità
Questa è una precisazione al post del 10 Marzo. Lo stile surreale del blog a volte non fa capire le notizie reali. Il nipote di Bob Kennedy, Robert F. Kennedy III, è realmente passato da casa mia: così, mi sembrava legittimo registrare l'insolito accadimento [che sta diventando solito, grazie alle capacità relazionali di lele mora, il mio coinquillino ritratto nella foto con una discutibile felpa blu; io mi sorreggo sui due, bobby regge la foto del "Venerdì" con suo padre sulle spalle di suo nonno, o lui stesso sulle spalle di suo padre -non ho capito]
Cuccuruccuccù D'Alema,
spunta Rucola dal Colle
Erano in quattro ed è spuntato fuori un solo nome. Romano Prodi, Silvio Berlusconi e con loro i due consiglieri politici, Riki Levi e il dott. Gianni Letta ("un regalo per l'Italia"). Il nome venuto fuori è solo uno: Tony Rucola. Non Massimo - baffo di ghisa - D'Alema. Non Giuliano - amico di Craxi - Amato. L'uomo sul quale i due poli stanno convergendo è un semisconosciuto blogger, animatore di serate, incredibile ingurgitatore di birre. E' questo il profilo di altissimo livello politico e istituzionale del candidato bipartisan. A sorpresa è stato proprio il Cavaliere a proporre il nome del comandante Rucola (agit prop e già candidato alla presidenza della Regione puglia, al soglio pontificio, alla presidenza dell'Us Lecce e a presidente del consiglio di condominio di casa sua). "E' il solo uomo che mi dà delle garanzie - avrebbe detto il cavaliere. Eravamo amici quando suonavo sulle navi da crociera. Ed è stato lui a presentarmi Apicella". Prodi ha bofonchiato qualcosa, stupito dell'indefinita età di Rucola. Poi ha guardato Berlusconi e ha convenuto. "certo ora che lo saprà dD'Alema mi taglierà le palle" ha poi dichiarato ai suoi il Professore. Da Montecitorio iniziano le prime dichiarazioni: Rucola è "un sincero democratico" per Alessandra Mussolini, "un esempio di saggezza" per Francesco Caruso, "un vero riformista" per Ciriaco De mita. "un amico da sempre" per Clemente Mastella. Si segnala il mal di pancia dei leghisti che però potrebbe essere superato: "è un terrone - ha detto Calderoli - ma ormai vive a Bologna da anni". "nu bravo guaglione" ha dichiarato Rutelli. Si segnala l'inquietante silenzio di Massimo D'Alema. Alla notizia del nome di Rucola il presidente Ds avrebbe dispiegato sulla sua scrivania le mappe nautiche alla ricerca di una nuova meta per la prossima regata.
Alla convocazione delle camere in seduta comune mancano solo 4 giorni. Ma da oggi sembra che la partita per il Quirinale abbia un nuovo protagonista.
m.fv.
El Cantar de Tony e la Barcellona di Volo
La Rucola-Special sotto la "Poja"
Da circa un mese gira su Mtv, con una frequenza di tre puntate a settimana, la nuova trasmissione di Fabio Volo: Italo-Spagnolo.
Un messaggio di un mio scaltrissimo amico e perfino (o persino, non si è mai saputo) una telefonata di mia madre mi avevano avvertito che il programma mi avrebbe posto qualche problema di copyright: l'idea era che nella prima puntata il buon Fabio si sarebbe sciroppato un Milano-Barcellona in vespa 50 e allora tutti a dirmi (e io a convincermi) "mortacci sua e 'ndo cazzo l'ha presa l'idea questo? Gnente gnente che ha ddato nna sbirciata al blogghe?". Mi metto maligno al televisore per controllà: e in effetti lui parte dal centro di Milano con un bello specialino verdone...peccato che giunto poco fuori si faccia caricare con tutta la vespa da un camion...e lo ritroviamo direttamente nella metropoli catalana, senza tutta quella sofferenza, senza apprezzare i lenti mutamenti di paesaggio e di cristiani e la segreta continuità che lega Genova Marseille e Barcelona.
Il passaggio dall'Italia alla Spagna viene gestito tutto con la rete di protezione, così quando il nostro deve cercersi casa, trova un mega attico super terrazzato (roba da almeno 5000 euro al mese) che affaccia -a occhio e croce- su Plaza Real. In cucina e in salotto ci sono ospiti 'vip', l'insegnante di lingua è un ottima traduzione spagnola di una gnocca e Volo impersona il classico italiano che cerca sempre la battuta, la figa, rimanendo sempre autoreferenziale e imperturbabilmente italoparlante. Così però non si intercetta la realtà delle migliaia di italogiovani che hanno trovato in Barcelona un ottimo punto di fuga, facendo quasi sempre i conti con limitatissimi budget, e imparando a insardinarsi in pisos del cazzo con francesi, greci, sudamericani, inglesi e indigeni, e imparando perciò le lingue, e imparando quanto il resto d'europa e del mondo prenda per culo la mamma, e imparando gli anfratti gratuiti della città.
Penso che se avessi fatto lo stesso viaggio con il triplo dei soldi mi sarei divertito, e avrei imparato, molto di meno.
A presto, per raccontarvi l'ultimo inedito capitolo del Cantar: il ritorno da Barcelona
Visto al cinema Chiedi alla Polvere.
L'impressione è che Arturo Bandini¹
avrebbe molto da imparare da Charles Fiori².
¹Il protagonista di Ask the Dust, John Fante
²Il protagonista di Duri a Marsiglia, Giancarlo Fusco