Le vite degli altri (in un certo senso parlo ancora di privacy)
Prima pagina del Foglio di ieri. Recensione di Un giorno questo dolore ti sarà utile, ultimo romanzo di Peter Cameron. Il titolo del pezzo è: "Addio Holden - l'eroe di Salinger esce battuto
dall'antieroe di Peter Cameron in un romanzo che fa godere"
Non so come sarà questo romanzo, ma sentite qua:
James Sveck è tutti noi. Tutti noi che, quando leggono
"È facile farsi piacere i libri e i film, più difficile è farsi piacere la vita",
commentano sottovoce, per paura di orecchie indiscrete,
sempre foriere di rimbrotti: "Era ora che qualcuno lo dicesse".
Tutti noi che, almeno una volta, ci siamo sorpresi a pensare,
come fa James: "Le persone parlano delle loro vite,
e le loro vite non sono interessanti"
Se la destra leccese è riuscita a battere una sinistra così forte,
è perché ci sa fare, ed è al passo coi tempi.
Una volta i metodi intrusivi dei militanti del Movimento Sociale
erano più rozzi e pittoreschi. Adesso, dopo la svolta di Fiuggi
e quella di Tim, si può entrare nella vita delle persone con più dolcezza.
Anche se fra i miei dischi preferiti ci sono i discorsi del Duce,
e stravedo per Gasparri e Tremonti,
finora sono sempre riuscito a camuffarmi abilmente come uno di sinistra.
Ed è così che le persone mi conoscono.
Ma Angelo Tondo sa veramente chi sono.
Come abbia ottenuto il mio numero di cellulare non lo so,
ma l'importante è che lui sappia quello che penso e che voglio.
Alle 22.59 del 16 Maggio mi arriva questo sms: Venerdì 18 Maggio alle ore 20 ti aspettiamo al CIRCOLO TENNIS -
pressi di Porta Napoli - insieme all'onorevole Ugo Lisi e Paolo Perrone.
Firmato e intestato Angelo Tondo. Ottimo.
Alle 15.26 del 24 Maggio mi arriva quest'altro sms: Venerdì 25 ore 21.45 raduno presso il mio comitato di V.le Lo Re
per andare in P.zza S. Oronzo alla chiusura di campagna elettorale
con il PRESIDENTE FINI Angelo
Firma e intestazione come sopra.
Ma il meglio deve ancora venire.
9.36 del 27 Maggio: è il giorno delle elezioni, e vengo svegliato così: Votare è un tuo diritto ma è principalmente un dovere nei confronti
della nostra bellissima Lecce.
Certo.
Atto finale (spero). 20.02 del 29 Maggio: Abbiamo dimostrato affetto per la nostra Lecce.
Grazie per il tuo impegno e la tua fiducia. Angelo.
Pieno di affetto per la nostra Lecce, e di fiducia per i nuovi inquilini
di Palazzo Carafa, ringrazio il mio nuovo amico Angelo per aver violato ripetutamente la mia privacy.
Lecce: finalmente un sindaco di centrodestra
Rucola: la luce in fondo al tunnel è arrivata
29 Maggio: bisogna ricordarselo questo giorno,
perché si tratta di una data storica.
Una data in cui gli elettori leccesi hanno deciso di porre fine al sessantennio
di dominio assoluto della sinistra, scegliendo per la prima volta un sindaco proveniente dall'area del centrodestra. Lo hanno fatto preferendo
un candidato che ha avuto il coraggio di mettersi a nudo,
il giovane Paolo Perrone. Un ragazzo che è riuscito a farsi largo
nonostante le umili origini (il padre era proprietario
di un piccolo istituto di credito).
Sarà comunque difficile per lui prendere in mano le redini di una città
in cui la sinistra controlla tutti gli enti ed occupa posizioni chiave
nel governo e nel sottogoverno.
In cui non si muove foglia che Rifondazione non voglia.
I rossi infatti ancora una volta hanno dimostrato, nonostante la sconfitta,
tutta la loro forza. Pare che il presidente della Camera in persona abbia
telefonato al segretario Vinicio De Vito per complimentarsi
del risultato ottenuto dai rifondaroli leccesi:
una valanga di voti, 602, pari all'1,05%.
Va ancora meglio ai cugini del Pdci, forti dell'1,65% dei consensi.
Ma è l'Ulivo che conferma più di tutti la sua potenza:
9112 voti, 15,49% del totale. Una lista fortissima,
anche se gli esperti fanno notare che un eccessivo ricambio di facce
può aver disorientato l'elettorato.
Ai microfoni della Rai il presidente del Circolo Cittadino Maurizio Fummicola ha dichiarato:
"orgoglioso di essere leccese"
Grande dilemma, amici. Non c'è pace per i possessori di vespa in questa città.
Poi, va detto, non c'è pace nella mia vita. Sono un precario di merda.
Un giorno qua, un altro là (povera stella). Se vado a Roma, se vado a Milano,
dal primo luglio, con il mio cinquantino pre-euro non posso più girare.
Legge già approvata da Formigoni e Marrazzo. Possono circolare solo
quelli iscritti al registro storico. Per iscriversi bisogna avere
tutti i pezzi originali: sèe, buonanotte. A Bologna l'alacre Zamboni
(l'assessore al traffico, non il giovane ucciso dai fascisti, né il chitarrista
dei Cccp) ha messo ulteriori paletti
Il risultato è che io la vespa non la posso più tenere qui,
anche perché necessita di una bonaria revisione - nel senso di collaudo,
non di check-up - che qui nessuno riesce a farmi.
I problemi sono opportunità. Eccole:
1) Vendo la vespa su Ebay. Se le voglio veramente bene,
devo garantirle un futuro, dandola a qualcuno che ne potrà avere cura
2)Cerco di portarmela a Lecce con qualche mezzo - magari un lettore
di Rucola dotato di un furgone, o di un Ape. Se le voglio veramente bene,
non posso liberarmene per poche lire. Nel 2043 (cinquantennale dall'acquisto
della gloriosa), scorazzerò in sella al vespino per qualche strada di campagna salentina, torso nudo e panza sballottolante.
3)Torno a Lecce con la vespa, telecamere e carabinieri al seguito.
Questo pezzo è pensato per il Barcellesi. Se qualcuno glielo dice...
Non è che uno per prendersi la dissenteria deve andare per forza a Bombay.
Conosco una spaghetteria a Quarto Oggiaro dove fanno i sughi con delle salse iscritte al registro dello scatolame storico: non potrebbero circolare:
molte sono scadute anche prima del secondo governo Fanfani.
Ma girano lo stesso, specie durante le rievocazioni organizzate dalla Mutti.
Ora, quando io ingoio un pezzettone di polpa del '54, dimostro di avere fegato. Almeno all'inizio. Della fine, se ne occupa l'epatologo.
La cameriera legge nei miei occhi l'audacia e s'innamora.
Quando tornano i miei amici dall'India,
e vengono a vantarsi al bar di non aver mai cagato così intensamente,
io metto sul piatto le mie quattro epatiti, e la mia nuova morosa.
Ieri ho avuto la fortuna di andare a vedere dal vivo Maurizio Milani,
in vita Carlo Barcellesi. In lui, la realtà seriale della Pianura Padana viene
sezionata nel macello del bar, e tirata sulle colline del paradosso.
L'affanno di Milano visto e deriso attraverso un calice di bianchetto.
Dategli un'occhiata qui, finché qualche anima pia
non mi indica la strada per postare i video da Youtube
"Secondo me alla lunga la mancanza d'acqua sarà un problema": così, stupendo tutti, esordisce il governatore di Puglia e Molise Tony Rucola, ad un'affollata conferenza stampa nei giardini pensili della centrale di Cerano,
dove David LaChapelle stava presentando il suo ultimo photo-book
dal coraggioso titolo: La discreta sensualità delle periferie foggiane.
A dire il vero, questa non è la prima incursione del fotografo statunitense
nelle intense bellezze del paesaggio urbano di Puglia: fece scalpore L'esistenza di Dio e il Rione Tamburi, in cui riproponeva per immagini
il drammatico aut-aut kierkegaardiano.
Ma colpì ancora di più L'impronta dell'utopia nel quartiere Paradiso,
lacerante rapporto sulla discrasia fra atto e potenza
(su quella fra Matera e Potenza vedi La sciabola, il fioretto e la caciotta,
di Mimmo Caccemmitte).
"39 euro sono troppi per una birra in lattina", ha continuato poi Rucola, senza mandarle a dire. Ed ancora "L'indulto non ha risolto tutti i problemi
di affluenza ai bar. Gli esercenti lamentano tuttora uno scarso numero
di abbonati. 'Colpa del caro-Campari', lamentano gli avventori".
Ma ecco la stoccata finale: "Il filobus non risolve tutti i problemi
del traffico a Lecce". Questa ha lasciato di stucco gli astanti,
tutti intimamente convinti che il progetto costato 22 milioni di euro
placherà una volta per tutte l'insaziabile desiderio di pali
che da sempre ha contraddistinto la popolazione leccese.
Ieri sera Cat Power,
bella intensa necessaria
supportata psicologicamente da una bluesband
ma forse appesantita nell'esercizio delle sue funzioni.
Tuttavia ottimo dominio del palco, voce che tiene,
e un continuo trangugiare lattine sostitutive di coca cola.