Messaggio video: «Ciao. Mi chiamo Francesco. Abito a Ceccano (Frosinone); ho 21 anni, sono diplomato in ragioneria. Potreste trovarmi una ragazza o quantomeno un'ascia?»
Messaggio video: «Ciao. Mi chiamano Voltaire. Sono una ragazza di Bassano (Vicenza). Cerco un cane. Il mio. Mi piacerebbe incontrare la Betancourt, pensaste che si possa fare, senza spendere troppo?»
«Il potere è l'odio inurbato nel self control. Perciò, a qualsiasi latitudine lo si eserciti, è sempre istruttivo vedere il potere che perde la calma. Dalle sfuriate dei "capi" afferri quanto rimanga in loro di umano e quanto di definitivamente annientato dal potere. Se nella sfuriata sopravvive un residuo di logica argomentativa significa che sono perduti, che fanno i primari, i capicantiere o i direttori di giornale, ma potrebbero tranquillamente dirigere campi di sterminio, supervisionare l'annientamento di kulaki oppure ordinare che una manifestazione venga dispersa a cannonate.
Se invece perdono davvero le staffe e si rivolgono a te come se volessero ucciderti, vuol dire che in loro malgrado tutto resiste una scoria di naturalità, che tutto si riposiziona a un livello di puro rapporto di forza e allora c'è scampo: tu puoi batterli con la forza oppure fottere la loro forza con l'astuzia.
Il potere è comunque una disgrazia fortissimamente voluta.
Chi l'ha scritto: "Non voglio comandare, preferisco essere libero"?»
«Per i giovani (avete presente i giovani? Quei tipi dall'italiano imperfetto e le scarpe di marca che vediamo in giro per le nostre città...) la democrazia non è più il migliore dei sistemi possibili. Lo evince Ilvo Diamanti dal rapporto Demos. Interrogato sul migliore dei governi possibili, il 33,2% dei sondati risponde: "Neo-salazarismo"; il 22,1% "Un salafita moderato a palazzo Chigi, un monaco birmano al Quirinale, una testa di cazzo qualsiasi al ministero per le Politiche agricole". Il 16,3% si dice pronto a dare il voto all'uomo politico più citato su Google (Napoleone è il primo) mentre un 18,7% risponde: "Potrebbe richiamare più tardi? Sto sgozzando una mia compagna di Erasmus".
Alla domanda "ritiene di avere senso civico?" il 79% risponde "Sì", contro un 21% che invece risponde "Sì, sì". L'Italia è spaccata, conclude Diamanti».
Comunicazioni di servizio: l'amministrazione del blog in questo momento è a Madrid e vi scrive da un internet point venezuelano in Calle de Atocha, non lontano dalla omonima martoriata stazione. Vi comunica che nella capitale di Spagna si sta un po' meglio rispetto a, che ne so, Potenza. Diciamo che El Rucola si trasferirebbe qui subito. Però troverebbe la pericolosa concorrenza di Fat Tony.
Emozionante comunque il ritorno in Iberia due anni dopo quel viaggetto.
«Non si va più a fare la spesa: si va "all'Esselunga"; non si va più a comprare una bicicletta: "si va da Decathlon"; non si va più a comprare un libro: "si va alla Feltrinelli". Tutti posti cioè in cui all'acquisto non corrisponde un piacere ma una fatica (file, frastuono, spaesamento), un tributo fisico e nervoso. Per pagare, insomma, bisogna pagare. Alla cassa non lasci solo il denaro, ma anche una libbra del tuo corpo. Hai faticato per produrre, devi faticare anche per spendere. L'economia è un sistema del castigo, del godimento come mortificazione.
Le avventure della produzione hanno costruito e distrutto mondi, società; le avventure della distribuzione rimodellano i comportamenti. C'è gente che, al sabato, si mette in macchina per andare da Ikea o Cinecittà due col pretesto che "lì è comodo perché lì c'è tutto". C'è una mia amica che abita in centro, Trastevere, ma si sente tagliata fuori perché il vero centro è quello commerciale; quindi, appena può, prende la macchina e percorre chilometri per andare da H&M, maxijeanseria alle porte di Roma. "Ci sono cose originali a prezzi inavvicinabili". Ora, l'economia è capace di prodigi, ma non del miracolo di merci che siamo allo stesso tempo "a buon mercato" e "originali". L'ossimoro funziona (eccome se funziona) sotto il rispetto simbolico, ma non sul piano economico.
Una merce originale incorpora un costo di lavoro che non può renderla "a buon mercato"; una merce "a buon mercato" incorpora un sottocosto di lavoro sociale che non può renderla davvero "originale", ma necessariamente seriale, diffusa, comune, banale. Però il funzionamento del capitalismo nella sua fase delirante, vale a dire onnipotente, è assicurato dal circolo virtuoso che si instaura tra dimensione economica - retta da dure cifre - e dimensione simbolica - governata da affetti e sfumature.
Chi va da H&M non vuole vestirsi in modo radicalmente originale né radicalmente banale (non ne avrebbe i mezzi, non andrebbe da H&M) ma in modo "un po' più originale" della media; "un po' meno banale" di tutti gli altri. Ecco il valore, il peso economico della sfumatura. Chi va da H&M si distacca dalla massa per esserne partecipe. Il suo NO è una forma di obbedienza. Di distinzione immanente. Di viltà sbarazzina».