TONY RUCOLA

Il lounge all'olio d'oliva

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Utente: TonyRucola
Non lustro più le scarpe. Forse sei stato troppo tempo in galera, non te l'hanno detto: non lustro più le scarpe!

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domenica, 31 agosto 2008

L'Ultima Parola di: TonyRucola a 12:47 | link | commenti |
rucolive

giovedì, 28 agosto 2008

"FAMMENE UN ALTRO"

Accurrite pueblo accurrite!

Tony Rucola e Sgt. Pepe
torneranno al Buenaventura
sabato 6 settembre


il popolo del 22 agosto


il popolo (lato cörto eeh dell'area di ballo)


Pepe & Rucola

L'Ultima Parola di: TonyRucola a 12:47 | link | commenti (1) |
rucolive

lunedì, 18 agosto 2008


L'Ultima Parola di: TonyRucola a 12:44 | link | commenti |
rucolive

mercoledì, 13 agosto 2008

Cristo!

UN IMPEGNO CONCRETO: ABBONARSI A FAMIGLIA CRISTIANA

L'Ultima Parola di: TonyRucola a 19:02 | link | commenti |
tony in campo

lunedì, 11 agosto 2008

Lavev dett
[mannacc' 'u pat' atavurn (cassandr' m' fanapipp')]



Lavevodettoio che quella è una regione cruciale. Lavevodettoio che il destino e il dominio del mondo passa di lì. (Ho shgobert trallaldr che anc' p' Pazzienzandrea era n'ossession). Insomma il fatto è che con le elezioni presidenziali americane alle porte (quelle che speriamo che vince Shbaracc O' bamm che se no l'omino badvaiser ci porta alla terceira guerra do mundo) Bobby "talkin to me?" De Niro ha sentito l'urgenza di iscriversi alle liste elettorali del comune di Ferrazzano nel Molise (che risulta però ancora invaso dai caschi marroni delle truppe del governatore Rucola).

L'Ultima Parola di: TonyRucola a 16:11 | link | commenti |
cronaca rucola

domenica, 10 agosto 2008

Bobò? Moi, non plus
Dai Borghesi-Bohemièn ai Tecno-Borghesi

Dal "Corriere della Sera"
PARIGI — David Brooks è un occhialuto signore nato a Toronto, in Canada, che dimostra più dei suoi 47 anni da compiere domani; conservatore, si diverte a prendere in giro i tic dei liberal scrivendo sul loro stesso organo ufficioso — il «New York Times» —, e ha dato un contributo non secondario all'analisi del costume contemporaneo inventando la assai fortunata formula dei bobo: borghesi-bohemien trenta/quarantenni pieni di soldi e di valori progressisti, che trascinano i loro pantaloni kaki bucati in spaziosi loft di quartieri ex popolari come Soho a New York o il Marais a Parigi. A Brooks non manca né l'ambizione né il piglio umoristico: la sua ultima column per il «New York Times» è scritta sotto forma di accorato appello di un lettore a Kierkegaard, al quale il padre dell'esistenzialismo risponde dall'aldilà con una nuova teoria: i media hanno sostituito la cultura. Meno Kafka, più iPhone.

Il lettore scrive a Kierkegaard lamentando di sentirsi confuso: dopo una vita da pseudo-intellettuale di successo capace di piazzare a piacere citazioni di Kafka, Epitteto o Derrida in ogni conversazione, ora nota che il trucchetto non funziona più. Prima riusciva a fare sentire gli amici inferiori, oggi gli interlocutori lo guardano perplessi.
Che è successo? Paziente, Kierkegaard/Brooks espone succintamente la sua visione degli ultimi sei/sette secoli di storia umana, suddivisi in tre distinte epoche di «affettazione intellettuale».

Prima era: dal 1400 al 1965. È l'epoca d'oro dello snobismo: «I prodotti culturali erano rigidamente gerarchizzati; in cima opera e belle arti, in basso lo spogliarello». Lo pseudo-intellettuale vero-arrampicatore sociale deve solo assumere familiarità con le forme culturali in vetta alla gerarchia, e conquisterà seguito e sicura credibilità.

Seconda era: dagli anni Sessanta al 2007. È il momento dell'eclettismo, della contaminazione tra alto e basso, del rifiuto della vecchia gerarchia in quanto reazionaria e dell'ascesa di nuovi codici: per esempio, qualsiasi prodotto culturale realizzato all'interno di un gruppo marginale, magari colonizzato od oppresso, viene automaticamente giudicato artisticamente e intellettualmente superiore. È il momento degli «onnivori culturali»: bisogna ascoltare «un po' di tutto, dal bluegrass al rap alla world music, dalla salsa al canto gregoriano ».

Terza era: ha inizio, convenzionalmente, il 29 giugno 2007, il giorno di lancio del primo iPhone. «L'intellettuale globale che fa opinione è definito meno dalla sua cultura che dal telefonino, il social network (come Facebook) o l'email usati per immagazzinarla e trasmetterla ». MySpace sta all'epoca che stiamo vivendo come il borsello agli anni Settanta. Secondo Kierkegaard/Brooks, esistono due nuove regole fondamentali: 1) Il prestigio si è trasferito dallo scrittore (o il filosofo, o il cantante) a chi seleziona e recensisce: «Gli artisti passano, il passaparola resta». Più delle migliaia di band che sfornano ogni mese tonnellate di nuovi album, conta un sito come Pitchfork che indica ciò che suona bene, e ciò che va bocciato. 2) Per rafforzare il proprio status nell'élite culturale, sarà meglio mostrarsi già stufi di qualsiasi cosa della quale gli altri esseri umani, ancora indietro, neppure sospettano l'esistenza.

Qui Kierkegaard/Brooks coglie l'esasperante dicotomia tra ciò che è mainstream e ciò che è cool. Mainstream sono i romanzi di Michael Crichton, apprezzati da milioni di persone e quindi tendenzialmente volgari. Cool è Alice Sebold. Mainstream, quindi pessimi, sono i dischi dei Coldplay. Cool sono le band che ancora non hanno inciso un disco, come è capitato l'anno scorso al duo franco-finnico «The Dø». Questo spirito è espresso al meglio in una T-shirt che gode di un certo autoironico successo negli Stati Uniti: I Listen to Bands That Don't Even Exist Yet, «Ascolto gruppi che manco ancora esistono».

Nell'era dell'iPhone, che significa offerta culturale infinita e infinitamente accessibile, l'intellettuale che cita Tolstoi è un marziano; farebbe miglior figura a esibire uno smartphone in grado di accompagnarlo nella scoperta di oscuri scrittori di nicchia. «Il Kindle» (lettore elettronico di libri offerto in America da Amazon. com, ndr) è in grado di cambiare il mondo. Nessuno si aspetta tanto da un semplice romanzo».

La corsa al disprezzo verso tutto ciò che è generalista non risparmia, naturalmente, né David Brooks né, a maggior ragione, il «New York Times». Il sito Gawker.com (peraltro esso stesso a rischio mainstream perché visitato da milioni di utenti) ha una piccola crudele rubrica intitolata Bozos in Paradise («Pagliacci in paradiso», parafrasi del titolo del bestseller di Brooks Bobos in Paradise). Alex Pareene fa a pezzi l'articolo: «Sembra Marshall McLuhan: il mezzo è il messaggio, insomma ». Le regole della nuova era sono confermate: strapotere dei recensori/selezionatori; spocchia a volontà.

L'Ultima Parola di: TonyRucola a 19:05 | link | commenti |

mercoledì, 06 agosto 2008

Agosto,
quando suoni?
E in quale posto,
Tony?



Lo so, in molti - una folle folla - vi starete chiedendo se 'suono' e dove e quando 'suono' in codesta estate. Ecco, vi dico: giovedì 21 agosto voy a poner la musica in un sitio ancora a me ignoto a Porto Cesareo. Il giorno dopo, venerdì 22 agosto, come una bomba il dj-set esploderà al notissimo Buenaventura, sulla litoranea 'Palumba' che porta da San Cataldo a San Foca.
Ulteriormente preciserò nel seguito del tempo mio e vostro.
Anzi, vi aggiorno subito: il 21 agosto sono di casa al Calaluna, un cocktail bar che è su un'isoletta alla quale si accede passando per un isolina un po' più grande (dove c'è un noto ristorante). Il fatto mi inebria.

L'Ultima Parola di: TonyRucola a 18:15 | link | commenti |
rucolive

lunedì, 04 agosto 2008

Più forte dell'amore...

Più forte dell'odio
è l'amore
Più forte dell'amore
è, che ne so,
Mike Tyson, per esempio

Brunello Robertetti


Comunque uno che scrive non è affatto un soggetto interessante. Lo è molto di più uno che sfabbrica le mascelle alla gente

L'Ultima Parola di: TonyRucola a 17:24 | link | commenti |
la versione di tony