TONY RUCOLA

Il lounge all'olio d'oliva

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Utente: TonyRucola
Non lustro più le scarpe. Forse sei stato troppo tempo in galera, non te l'hanno detto: non lustro più le scarpe!

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martedì, 20 gennaio 2009

Una conversazione decente


Gianluca De Rubertis è indubbiamente uno degli ablativi di provenienza più interessanti del basso Salento. Però anche personaggi siffatti recano difetti. Non vorremmo sembrare pedanti nel rilevare, per esempio, che il sunnominato ablativo non ha una conversazione decente dal natale del 1989. Pare che nell’occasione un organista di Andrano (Le) gli avesse fatto una domanda, a cui il De Rubertis diede una risposta diretta. Il dialogo si svolse pressappoco così:

Organista: “Cos’è che non va, ragazzo?”

De Rubertis: “Il pedale della prima tastiera”

Da allora, benché il Cristo dei vangeli prescriva: “Sia il tuo parlare sì sì, e no no”, il De Rubertis non rispose più a domanda, esprimendosi per silenzi, frasi mozze, allusioni, motti di spirito.

Egli è diventato quello che nel linguaggio comune dei parcheggiatori abusivi viene definito: un individuo spiazzante.

Chi vi scrive ha avuto più volte la ventura di essere spiazzato dal De Rubertis. Una volta gli chiesi: “Vuoi una birra?” e lui mi rispose: “Pasternak”. Un’altra volta gli chiesi: “Che ore sono” e lui rispose: “Solzenitsyn”. Un’altra volta ancora gli chiesi se aveva un posto in macchina, aspettandomi che rispondesse “Mandel’stam”, o al limite “Bulgakov”. Invece mi sentii dire: “Fontamara”.

Un’attitudine a disorientare che egli ha portato con sé dai club del libro di Magliano (Le) alla sua nuova vita fatta di microfoni (che già c’erano) e telecamere (novità). Per il suo modo di porsi davanti alle Bignardi molti lo hanno paragonato al Celentano, e questo è in parte vero. Se non sussistesse la sgargiante differenza che il De Rubertis è dotato di pollice opponibile.

 

L'Ultima Parola di: TonyRucola a 01:37 | link | commenti (1) |
antologia

domenica, 18 gennaio 2009

 

L'Ultima Parola di: TonyRucola a 11:10 | link | commenti |
juke rucola

giovedì, 15 gennaio 2009

Note a margine di "Fotoromanza"



Parliamone. Perfavore parliamone. E non solo della canzone, che per testo e arrangiamenti è uno dei pezzi cult degli anni 80 italioti. Ma del video, girato niente popodimeno che da Michelangelo Antonioni in pessona. Certo, perché ci voleva proprio il Maestro di Blow-up per mettere in scena una finta sul ring esattamente quando Gianna canta "quest'amore è una finta sul ring". Idem per la camera a gas, il palazzo che brucia in città, la bomba all'hotel, la scena al rallentatore e sospettiamo anche il gelato al veleno. Poi naturalmente quando è il momento del "ti telefono o no?", la Nannini prende in mano la cornetta di un telefono. Tutto così, meno metaforico di un segnale stradale. Didascalico come un'insegnante di catechismo. Allusivo quanto una conversazione fra montanari. Perfetto.

L'Ultima Parola di: TonyRucola a 20:48 | link | commenti |
juke rucola

martedì, 13 gennaio 2009

dal mensile dei soci Coop

Rucola alla Casa Bianca
 
Nello scorso mese di settembre, mentre infuocava la campagna presidenziale americana, John McCain – ospite di un popolare programma di cucina, uno dei tanti che imperversano sui canali televisivi al di qua e al di là dell’Atlantico – si è infilato il grembiulone da cuoco e ha spiegato il suo modo di preparare le costolette alla griglia: il suo segreto è farle marinare per dieci ore nel pepe e nell’aglio, prima di mandarle alla brace. McCain ha anche assicurato che, una volta eletto presidente, uno dei suoi primi pensieri sarebbe stato quello di piazzare un grande barbecue nel giardino della Casa Bianca [“La Repubblica” 14.09.2008, p. 19].
Bella mossa pubblicitaria: il barbecue in giardino è la pratica culinaria preferita da ogni bravo americano che si rispetti, un vero mito gastronomico che si celebra nel week-end, invitando a casa gli amici a mangiare costolette e hamburger non troppo diversi da quelli che durante la settimana si sono consumati al ristorante. Il candidato presidente intendeva in questo modo riaffermare la sua “americanità”, la sua appartenenza alla cultura e alla tradizione “nazionale”. Ogni mito contiene valori e simboli che oltrepassano di gran lunga la dimensione pratica, tecnica del gesto. Cuocere costolette sul barbecue di casa non serve solo a mangiare, ma anche (o forse soprattutto) a riconoscersi figli di una cultura, come quella americana, fortemente segnata dal mito della natura, della mangiata all’aria aperta, dell’uomo forte e vigoroso che non perde troppo tempo a cincischiare in cucina (e infatti il barbecue, come lo spiedo, è quasi sempre un affare di maschi). Per questo, annunciare che un barbecue sarà sistemato nel giardino della Casa Bianca è un modo efficace per rassicurare un certo tipo di elettori, tendenzialmente maschili e tendenzialmente conservatori, che nulla cambierà nei valori tradizionali del popolo americano e della sua cultura.
Sappiamo tutti come poi è andata a finire. John McCain non abiterà la Casa Bianca e il barbecue non farà mostra di sé nel suo giardino. Andrà invece ad abitarci quel giovane afroamericano dalla pelle scura (che qualcuno, vergognosamente, ha voluto definire “abbronzata”) che in un’intervista ha detto di amare l’insalata con rucola e parmigiano. Un cibo “light” e dinamico, anche un po’ modaiolo, se vogliamo: e anch’esso ricco di risvolti simbolici. L’insalata di Obama è a suo modo provocatoria, perché significa il cambiamento rispetto alla cultura del barbecue. Il tradizionale divoratore di carni alla brace difficilmente potrà condividerne il messaggio, anche se tutto, in America, alla fine sembra ricomporsi: la signorilità e il senso civico che lo sconfitto ha mostrato verso il vincitore (un vero spettacolo, per noi italiani abituati a ben più tristi comportamenti) lasciano pensare che in tavola alla fine ci saranno un buon piatto di carne e una bella insalata (forse con rucola). Il cibo spesso divide, ma ancora più spesso unisce.


Massimo Montanari

L'Ultima Parola di: TonyRucola a 13:15 | link | commenti |
cronaca rucola

mercoledì, 07 gennaio 2009

Un altro morto sul lavoro

L'Ultima Parola di: TonyRucola a 19:17 | link | commenti |
cronaca rucola

martedì, 06 gennaio 2009

Capodanno dei polipi - le prove













L'Ultima Parola di: TonyRucola a 15:18 | link | commenti |
rucolive

sabato, 03 gennaio 2009

Buon 2009

Moriremo di dolore in una valle di lacrime. Moriremo di lacrime in una vallle di dolore. Moriremo di dolore in una valle di lacrime con le strade lastricate di bestemmie. Moriremo criticando il cristianesimo piangendo per il dolore coscienti che qualcuno lassù molto in alto ride e grugnisce insieme. Meritavamo di più.

L'Ultima Parola di: TonyRucola a 14:18 | link | commenti |
tony in rucoland