Ma 'ndo cazzo sta la mia canottiera?
Applauditissimo il cast di 'Canottiere', la pellicola neo-neorealista che rilancia il virile indumento di candido cotone con il quale generazioni di proletari italiani hanno affrontato la vita. Il protagonista Lando Mantoni (già star di 'Mercati generali') ha esibito il poderoso torace e i guizzanti muscoli tra l'entusiasmo del pubblico femminile. Respinta dalle forze dell'ordine una equivoca ovazione riservata a Mantoni da un capannello di omosessuali che cercavano di rovinare l'atmosfera di sana festa famigliare. La pellicola si svolge in un suggestivo scenario popolare: Mantoni si affaccia a torso nudo e con le ascelle insaponate alla finestra di un enorme caseggiato di borgata gridando "Ma 'ndo cazzo sta la mia canottiera?". Gli risponde Maria, sua promessa sposa, che si affaccia da una finestra poco distante: "Sta ner cassetto, a stronzo!". Critica in visibilio. (segue...)
Sono uno di quelli che spera sempre in un prossimo film di Sorrentino. Non mi scorderò mai di TonyPisapia, uno dei migliori Tony di pellicola mai visti. E con il film in uscita adesso Paolo spara molto in alto. Altro che cinema italiano che si guarda l'ombellico, questo va oltre e cerca di capire che c'è dietro una gobba.
Dicevo
l'attesa per "Fine pena mai" c'era tutta: perché un film su un appartenente alla Sacra Corona Unita è un modo diverso per riprendere il Salento, perché di Sacra Corona Unita - la Quarta Mafia - il cinema non si è mai occupato finora, perché Antonio Perrone è un gangster tutto strano, che ha fatto un anno di università - rigorosamente all'estero, a Padova -, che non viene da una famiglia difficile, che è un criminale che il suo "romanzo criminale" se l'è scritto da solo. Ultimo ma non ultimo, i due interpreti sono bravi attori italiani e i due registi vengono da un "buona la prima" come Italian sud-est.
Forse troppo tutto insieme. Ma parto con le cose buone. Il film sembra citare altri film, classici del genere, ed è giusto, perché la Scu, la prima mafia postmoderna, era una mafia che citava altre mafie - un prodotto d'artificio, insomma - e perché, come mi hanno spiegato i registi, questi post-mafiosi avevano un immaginario alquanto nutrito di cinema, Perrone in particolare. Bruno Petrachi incontra Tony Montana, quindi.
Perrone andava matto per l'elleesseddì, per la coca e per la "rrobba", per cui è giusto che il film scarti di frequente nello psichedelico, esibisca un potente apparato visivo, cerchi il lato allucinato dell'allucinante realtà mafiosa, si accompagni con una colonna sonora opportuna e mirata. Santamaria riproduce una parlata salentina filogicamente perfetta, pulita: prima di lui, fra gli attori stranieri, c'era riuscita solo Laura Morante. (Continua)
Ieri sono stato alla Libreria del cinema a Trastevere, dove si presentava il libro "Vista d'Interni", di Antonio Perrone, da cui è stato tratto "Fine penamai". C'erano i due registi, Davide Barletti e Lorenzo Conte, Claudio Santamaria, lo sceneggiatore Marco Saura e il giudice Giovanni Salvi, fratello del senatore. Dopo l'intervento di un'avvocatessa brindisina che invocava un film specifico sul declino della sua città, ho fatto le mie domande, e sono stato soddisfatto. Ve ne parlo domani, oggi sono strafatto.
"He'll make your shoes shine like fucking mirrors. 'scuse my language."
Tommy De Vito: No more shines Billy
Billy Batts: What?
Tommy: I said, no more shines Billy. Maybe you didn't hear about it, you've been away a long time, I didn't go up, didn't tell ya.
Billy: Ah... Tommy: I don't shine shoes anymore.
Billy: Relax, would ya. What's got into you? I haven's seen you in a long fucking time, and I'm breaking your balls a little bit, I'm only kidding with ya...
Tommy: Well, sometimes you don't sound like you're kidding, you know, there's a lotta people here...
Billy: I'm only kidding with ya
Tommy: S'ok.
Billy: I don't mean to offend you.
Tommy: I'm sorry
Billy: I'm sorry too.
Tommy: It's okay.
Billy: Salud, Tommy.
Tommy: Can we get some drinks? Everybody, drinks on the house.
Billy: [Takes a drink] Now go home and get your fucking shine box
Tommy: Motherfuckin' mutt! You big piece of shit! You big fuckin' toughguy!
Queste perle su un blog italoamericano non potevano mancare. Nella prima Milhouse (si scrive così?) è l'insegnante di italiano di Lisa. Nella seconda i Simpson si fanno un bel tour in Italia. Entrambe sono piene di luoghi comuni, ma io impazzisco per i luoghi comuni, eccetto i cessi della stazione.
Questa è solo per chi ha letto La versione di Barney: libro sommo (come tutti quegli scritti che, per quanto strisciano, volano) che consiglio a tutti quelli che passano per questo blog. Chi non lo ha ancora letto non faccia caso a quanto dico adesso: era già tutto scritto nella scena finale di Fantozzi subisce ancora. Comunque sia, massimo rispetto per Mordecai.
La novità estiva delle sale cinematografiche parla romano
e pensa in francese. Nasce infatti da un riadattamento della sceneggiatura
dei Quattrocento Colpi di Francois Truffaut, l'idea di due giovani cineasti,
prodotti dal coraggioso Mimmo Garza per la Globuli Rossi Film.
Ma andiamo a vedere il trailer...
E' la storia di Furio, 'n pischelletto ipercinetico de Spinaceto...
Mario, il padre: «Insomma 'sto bambino nun lo reggo più.
Se move sempre, è vivace, si certo è vivace, ma 'r termine ggiusto
è rrompicojoni. Un giorno de questi lo asfalto de cazzotti, lo sdrumo»
Lella, la madre: «esce sempre co' questi regazzetti a fa' le peggio cose...
l'artro ggiorno se so' fregati puro 'na macchina da scrivere...
cioè, nun so' si mme spiego: 'na mac-chi-na da scri-ve-re.
Ma io sto ggià esaurita, manca gniente che me parteno li cinque minuti
e je spacco er servizzio da 12 su quella capoccia malata che porta...»
Sulle orme di Truffaut...
da un'idea dei fratelli Cacciavite...
I Settecento Bozzi...
quando il capriccio finisce, ed inizia l'ematoma
è un film che mi è piaciuto molto perchè si beve, perchè si beve, perchè si beve e perchè si beve molto, molto, molto buon vino. I personaggi si rivelano a volte a piccoli a volte a grandi sorsi e si muovono in una California di vigna e di sole che potrebbe essere la Toscana o ancora meglio il Salento di casa nostra. Viene voglia di organizzare una festa in campagna per una mandria di ospiti ben selezionata ed a bassa fermentazione. Non viene voglia di avere quarant'anni, non sembra una gran cosa. Se cercavate la sinossi del film, andate da qualche altra parte, e se non sapete cosa significa "sinossi", andate a fan culo. Vedetevi Sideways, un ottimo film.