TONY RUCOLA

Il lounge all'olio d'oliva

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Utente: TonyRucola
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martedì, 13 gennaio 2009

dal mensile dei soci Coop

Rucola alla Casa Bianca
 
Nello scorso mese di settembre, mentre infuocava la campagna presidenziale americana, John McCain – ospite di un popolare programma di cucina, uno dei tanti che imperversano sui canali televisivi al di qua e al di là dell’Atlantico – si è infilato il grembiulone da cuoco e ha spiegato il suo modo di preparare le costolette alla griglia: il suo segreto è farle marinare per dieci ore nel pepe e nell’aglio, prima di mandarle alla brace. McCain ha anche assicurato che, una volta eletto presidente, uno dei suoi primi pensieri sarebbe stato quello di piazzare un grande barbecue nel giardino della Casa Bianca [“La Repubblica” 14.09.2008, p. 19].
Bella mossa pubblicitaria: il barbecue in giardino è la pratica culinaria preferita da ogni bravo americano che si rispetti, un vero mito gastronomico che si celebra nel week-end, invitando a casa gli amici a mangiare costolette e hamburger non troppo diversi da quelli che durante la settimana si sono consumati al ristorante. Il candidato presidente intendeva in questo modo riaffermare la sua “americanità”, la sua appartenenza alla cultura e alla tradizione “nazionale”. Ogni mito contiene valori e simboli che oltrepassano di gran lunga la dimensione pratica, tecnica del gesto. Cuocere costolette sul barbecue di casa non serve solo a mangiare, ma anche (o forse soprattutto) a riconoscersi figli di una cultura, come quella americana, fortemente segnata dal mito della natura, della mangiata all’aria aperta, dell’uomo forte e vigoroso che non perde troppo tempo a cincischiare in cucina (e infatti il barbecue, come lo spiedo, è quasi sempre un affare di maschi). Per questo, annunciare che un barbecue sarà sistemato nel giardino della Casa Bianca è un modo efficace per rassicurare un certo tipo di elettori, tendenzialmente maschili e tendenzialmente conservatori, che nulla cambierà nei valori tradizionali del popolo americano e della sua cultura.
Sappiamo tutti come poi è andata a finire. John McCain non abiterà la Casa Bianca e il barbecue non farà mostra di sé nel suo giardino. Andrà invece ad abitarci quel giovane afroamericano dalla pelle scura (che qualcuno, vergognosamente, ha voluto definire “abbronzata”) che in un’intervista ha detto di amare l’insalata con rucola e parmigiano. Un cibo “light” e dinamico, anche un po’ modaiolo, se vogliamo: e anch’esso ricco di risvolti simbolici. L’insalata di Obama è a suo modo provocatoria, perché significa il cambiamento rispetto alla cultura del barbecue. Il tradizionale divoratore di carni alla brace difficilmente potrà condividerne il messaggio, anche se tutto, in America, alla fine sembra ricomporsi: la signorilità e il senso civico che lo sconfitto ha mostrato verso il vincitore (un vero spettacolo, per noi italiani abituati a ben più tristi comportamenti) lasciano pensare che in tavola alla fine ci saranno un buon piatto di carne e una bella insalata (forse con rucola). Il cibo spesso divide, ma ancora più spesso unisce.


Massimo Montanari

L'Ultima Parola di: TonyRucola a 13:15 | link | commenti |
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mercoledì, 07 gennaio 2009

Un altro morto sul lavoro

L'Ultima Parola di: TonyRucola a 19:17 | link | commenti |
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giovedì, 18 dicembre 2008

Palle prigioniere

Il Vaticano alla Spagna "Statolatra"
La Spagna al Vaticano "Parossitono"
Il Vaticano alla Spagna "Asigmatica"
La Spagna al Vaticano "Cacofonico"
Il Vaticano alla Spagna "Specchio riflesso"
La Spagna al Vaticano "Non vale. Alt gioco"


L'Ultima Parola di: TonyRucola a 15:30 | link | commenti |
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lunedì, 15 dicembre 2008

Rucola is still alive

Rucola vive ancora.
È sbarcato su Facebook, che per molti Splinderisti duri e puri è una delle facce del male, ma si sa che Tony si è sempre insozzato le mani nelle fanghiglie del porco mondo. Poi si parla di lui su vesparesources, e questo gli fa molto piacere


P.S.: i commenti non sono bloccati, basta loggarsi a Splinder per poterli fare

L'Ultima Parola di: TonyRucola a 13:32 | link | commenti |
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giovedì, 20 novembre 2008

 Tony è sempre attualità

e Liberazione lo sa.

Tony 1000, Tronchetti 3 milioni
Ecco come l'avidità uccide il lavoro


Claudio Jampaglia
Milano (nostro servizio)
«Ormai valiamo meno di una scrivania...». In mensa chi si ferma a parlare con Tony è per dire cose allegre di questo tipo. C'è quello che prende il valium perché sa che nel suo ufficio ne rimarrà uno su tre, c'è il padre di tre figli, uno disabile, con la moglie appena licenziata a cui hanno proposto un trasferimento, e chi sta pensando di offrirsi per andare nelle fabbriche in Romania, Cina, Russia, Egitto. Un tempo Pirelli era un nome su una tuta di cui andavano orgogliosi i lavoratori. Ora lo portano con più orgoglio i tifosi dell'Inter. Compreso l'illustre Marco Tronchetti Provera che sarà anche attaccato alla maglia, ma non sa proprio fare squadra.
Martedì prossimo i lavoratori glielo diranno con una catena umana attorno alla storica sede di viale Sarca 222 che tra poco riaccoglierà proprio Tronchetti e suoi super-manager. La nuova palazzina è quasi pronta, ci sarà anche l'eliporto sul tetto perché al capo piace essere visto. In barca, allo stadio, in elicottero. Ricco, bello, elegante. Ma da lontano. I lavoratori lo sanno e un mese fa sono andati a ricordarglielo in una delle rare occasioni in cui si è fatto vedere in Bicocca. L'hanno aspettato fuori dall'incontro con i giovani industriali su "codice etico" Pirelli e l'hanno applaudito mentre sfilava tra le guardie del corpo. Solo quello. Un applauso. Gelido, beffardo, umiliante. Come la sfiducia.

L'Ultima Parola di: TonyRucola a 17:18 | link | commenti |
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martedì, 23 settembre 2008

"Il Terrore della Rucola"

Dalle lettere a Michele Serra del 'Venerdì' del 12 settembre:
PAURA E DELIRIO AL DISCOUNT:
LA RUCOLA A 18 EURO AL CHILO

Si parla sempre più spesso delle paure che attanagliano gli italiani. Bene, io vorrei segnalare lo psavento che mi sono presa in un discount - e sottolineo discount - della provincia di Latina, dove stavo per acquistare cento grammi di rucola nella sua confezione di cellophane. Ho gettato distrattamente lo sguardo sul prezzo della vaschetta... e mi sono sentita gelare il sangue: 1,89 euro. Ho fatto un rapido calcolo per capire quanto costa la rucola al chilo: 18,90 euro. Vivrò da oggi nel terrore della rucola.

Rosa Petrillo

L'Ultima Parola di: TonyRucola a 19:04 | link | commenti |
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lunedì, 22 settembre 2008


 

Dal Myspace di Vinicio Capossela
Un saluto...per Giorgio Bettinelli.


Ho incontrato Giorgio Bettinelli nel settembre 2004 al festival della letteratura di Mantova. Era tra il pubblico e aveva ascoltato la presentazione di "Non si muore tutte le mattine". Venne ad esprimere il suo interesse con generosità ed entusiasmo. Aveva questi occhi come fuori di sè, febbricitanti, protesi in avanti, entusiasti ed infebbrati. Era magro come una faina, un fisico minuto. Avrebbe potuto fare il fantino forse, ma era troppo intellettuale per i cavalli, era infatti un fantino a due ruote, fantino dello strumento da viaggio pensante: la Vespa Piaggio. La passeggiata a due ruote. A viaggiare in Vespa si è ben diversi dai centauri. E' uno strumento più amichevole, ispira solidarietà e non si alzano mai davvero i piedi da terra. Giorgio Bettinelli è stato l'unico vero grande viaggiatore che ho mai conosciuto. Veniva la vertigine a constatare attraverso la sua persona quanto mondo c'era al di là di quello generalmente conosciuto. Mentre le mie e nostre stagioni si ripetono e cambiano le canzoni, forse, ma non i luoghi, Bettinelli faceva due giri del mondo. Giri guadagnati chilometro a chilometro. Un Phileas Fogg a due ruote, che nel giro del mondo trovava anche la sua futura sposa, ancora più a oriente delle Indie.. in Cina. Però sempre dandogli un passaggio sulla sua Vespa mongolfiera. O forse era parente di quei grandi velisti solitari come Fogar, che agli abissi avevano sostituito la polvere e lo sterrato.

Una sua leggerezza gli permetteva di prendere la vita sapendo prendere e lasciare. Fermarsi e ripartire. Abbiamo passato alcune sere a Milano, dove era venuto per la casa editrice e per un fratello che ci vive, e fu come un lembo ritagliato di quotidianità.. Per due giorni abbiamo provato il lusso di essere dello stesso quartiere. Dava la vertigine  però, pensare a quante migliaia di chilometri ci avrebbero separato dal prossimo incontro. Incontro circolare che mi avrebbe trovato allo stesso punto, ma che necessitava di un suo giro di pianeta. Questo girare era un'elaborazione della sua vocazione alla scrittura. Tutto quel viaggiare non avrebbe avuto senso se non fosse stata materia da rielaborare sulla pagina, perché era la pagina la vera rotta  del suo viaggiare. Giorgio è stato prima scrittore che viaggiatore. Le sue "Caramelle di liquirizia " vennero prima della Vespa. E anche le canzoni che aveva scritto e di cui non sapeva bene ancora che fare. Parlando delle nostre vite, mentre io mi affacciavo a mezzo dei suoi racconti a tutti i luoghi, le strade e i paesi che avevo già mancato, Bettinelli veniva colto dal rammarico per tutte le cose che non avrebbe scritto, le canzoni che non avrebbe composto, gli spettacoli che non avrebbero visto la luce, a causa di tutto quel viaggiare. Così almeno da questo ci sentimmo accomunati. Dal fatto che tanto ad andare che a stare fermi c'è sempre qualcosa che manchiamo.. Erano queste, considerazioni di vita, scelte, destini, che rimanevano come cenere alla fine di racconti mirabolanti.

Bettinelli essendo abituato a portarsi poco aveva spazio per tutto, e così trovò il modo di portarsi dietro anche la nostra amicizia. Dava notizie di sé, da laggiù, sul Mekong. Faceva inviti, e si portava con sé parti di noi.

Memorabile fu l'incontro con il mio amico Marco Cervetti, il gigante. Entrambi sapevano parlare il cinese, e  Bettinelli portava sette orecchini al  lobo, uno per ogni lingua che aveva imparato. Cervetti lesse tutti i  suoi libri dopo che fu partito, a voce alta, tenendone viva la voce.

Mi raccontò Bettinelli che per lenire il dolore del primo abbandono che subì da un suo amore, andò immediatamente, e ancora piangendo, in un agenzia di viaggi. Prese il primo viaggio disponibile nel pomeriggio stesso. E ancora con le lacrime agli occhi si ritrovò a finire di piangere nel Borneo. E da lì stette mesi, e poi per caso si procurò una vespa. E così cominciò.

Girò tutta l'Africa e rischiò la vita e perdette la Vespa al contatto con certe popolazioni, presso le quali era proibito entrare senza protezioni. Bettinelli ha attraversato la Siberia prima del gelo, ha posato pneumatici e piedi sul lago Baikal e, da diavolo qual è, è arrivato fino in Tasmania. Ha attraversato tutto il Nordamerica e poi la Patagonia, e tutta la Cina dove si è anche costruito una casa e una famiglia, e poi e poi… l'altra mattina da così lontano, ecco insomma ho appreso che non ci sarà più modo di salutarci. Forse è così che succede con i viaggiatori, o forse così succede a tutti noi. Borges diceva che se in fondo non ci considerassimo immortali non avremmo la forza di salutarci, perché ogni volta potrebbe essere l'ultima, però con un viaggiatore è tutto ancora più lontano, non puoi che rivolgerti al cielo, per fargli un saluto, ed è al cielo che rivolgo le mie lacrime per non potere più salutare, né rivedere gli occhi infebbrati di Giorgio Bettinelli. Così succede con i viaggiatori, se ne vanno e la loro fine resta avvolta nel mistero, poche righe amorevoli provenienti da terre lontanissime. Dicono quelle righe che ora Giorgio è in un altro freddo mondo, così come tutti noi saremo, ma con un viaggiatore la fine si fa più disarmante, perché ci pone più a contatto col mistero del nostro vivere, vederci e sparire. Forse per questo mi pare che l'unico mezzo a cui affidare  queste lacrime sia scriverne, come fosse al cielo. Brum brum amico con una chitarra  per bagaglio, a tracolla, all'antica.. e che lo spazio non ti manchi, ancora più che il tempo.

Vinicio Capossela

L'Ultima Parola di: TonyRucola a 19:29 | link | commenti |
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martedì, 16 settembre 2008

Una storia parecchio onesta

Quella di Stefano Rosso, che è morto oggi a quasi 60 anni. Lo ricordo con un pezzo che mi è capitato di mettere in tante serate, di solito quelle che prendevano la piega migliore.

L'Ultima Parola di: TonyRucola a 19:21 | link | commenti |
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lunedì, 11 agosto 2008

Lavev dett
[mannacc' 'u pat' atavurn (cassandr' m' fanapipp')]



Lavevodettoio che quella è una regione cruciale. Lavevodettoio che il destino e il dominio del mondo passa di lì. (Ho shgobert trallaldr che anc' p' Pazzienzandrea era n'ossession). Insomma il fatto è che con le elezioni presidenziali americane alle porte (quelle che speriamo che vince Shbaracc O' bamm che se no l'omino badvaiser ci porta alla terceira guerra do mundo) Bobby "talkin to me?" De Niro ha sentito l'urgenza di iscriversi alle liste elettorali del comune di Ferrazzano nel Molise (che risulta però ancora invaso dai caschi marroni delle truppe del governatore Rucola).

L'Ultima Parola di: TonyRucola a 16:11 | link | commenti |
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lunedì, 28 luglio 2008

Whisky and lodo

Approvato il Lodo-Montenegro. Non saranno processabili i primi quattro etilisti dello Stato, per tutta la durata della loro carica alcolica. Basterà allontanarsi dal bancone per poter essere di nuovo sottoposti a procedimenti giudiziari.

L'Ultima Parola di: TonyRucola a 15:20 | link | commenti |
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lunedì, 23 giugno 2008

Veggenti del giorno dopo

Lettera pubblicata su 'Dagospia', sottoscriviamo alla virgola:

Caro Dago, oggi la stampa italiana è tutta concorde nel dire che la nazionale non meritava di passare, che non ha cercato la vittoria, gioco bruttino, ecc. ecc. Ma sarebbe stato lo stesso se fossimo passati ai rigori? Mi ricordo che nel 2000, alle semifinali dell'europeo, l'Italia giocò una partita inguardabile con l'Olanda, asserragliandosi in difesa per 120 minuti e solo grazie all'incredibile serie di rigori sbagliati dagli olandesi (di cui due nei tempi regolamentari) riuscimmò a passare. Bene, di quell'Italia si disse che era stata eroica. Propongo una soluzione a questo atteggiamento.

Primo, appena i giornalisti scoprono la formazione scelta dal CT, la devono criticare od esaltare immediatamente e prima della partita. Secondo, nel caso di partite che vanno a finire ai rigori, il giudizio venga espresso al 120', in modo che non debba essere stravolto da un palo o da una parata fortuita.
Altrimenti, l'impressione che dà la categoria è quella espressa da una geniale frase del compianto Enzo Tortora, che sosteneva che molti giornalisti sono "bravissimi a predire il passato"...
Colinmckenzie - http://www.badtaste.it


...e aggiungiamo che il discorso si potrebbe allargare ai giornalisti politici, ottime Cassandre a fatto postumo, che hanno vaticinato e pontificato dopo l'ultima tornata di elezioni politiche e amministrative

L'Ultima Parola di: TonyRucola a 18:29 | link | commenti |
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martedì, 17 giugno 2008

Il Governo ha varato i bonus


L'Ultima Parola di: TonyRucola a 18:36 | link | commenti (1) |
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lunedì, 26 maggio 2008

L'importanza di chiamarsi Tony



Io posso passare dei periodi di scetticismo, ma Tony e il tonismo sono due forze che trascendono ogni ostacolo e squarciano ogni tenebra nell'attuale complicata società di massa. È la quintessenza, fatta nome, dell'italo col trattino, un valore villoso da esportazione, destinato a seminare scompiglio. Sia esso un cantante rock o lento, un perfomer o un falsario, un boss dolente o un bomber o, in barba a superMario, una caricatura baffuta dell'incubo italico

L'Ultima Parola di: TonyRucola a 17:46 | link | commenti (5) |
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lunedì, 21 aprile 2008

Mercato?

Una stanza in una casa con le finestre che non si chiudono ti costerà 600 euro, da 400 che ne pagavi, solo perché alla padrona di casa ottantasettenne e ai suoi nipoti avidi di denaro e di imminente defunzione della vecchia piace così. Poi chiedi in giro "Ti sembra giusto?" e tutti ti rispondono "Eh sai, ma è il mercato". Un'andata e ritorno Roma- Milano in treno ti costa 120 euro, poi accendi la televisione e quando parlano di ferrovie italiane tutti dicono che il costo del biglietto è troppo basso: "Non è al passo col mercato". Poi, quando è il tuo turno, quando devi riscuotere lo stipendio mensile di un lavoro che contro ogni legge ti impegna sei giorni su sette ("perché sai, il mercato..."), ti danno 680 euro e se proprio sono buoni, ti spiegano: "Sai, questo è il mercato, e l'azienda... per stare sul mercato...". Io shto Mercato crishto se lo vedo gli shpacco la faccia.

L'Ultima Parola di: TonyRucola a 12:28 | link | commenti (3) |
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mercoledì, 16 aprile 2008

La libidine della Minoranza



Il pezzo completo

L'Ultima Parola di: TonyRucola a 17:30 | link | commenti |
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